Wednesday, April 17, 2024

Foibe istriane: tragica tragedia narrata in edicola dal 10 febbraio con il «Corriere»- Corriere.it

Nel 1992, Carlo Sgorlon pubblica La foiba grande, un romanzo che tratta le vicende del confine nordorientale. Inizialmente, la storia delle foibe e dell’esodo viene negata e trascurata, ma negli anni seguenti l’atteggiamento cambia. Nel 1996, Gianfranco Fini e Luciano Violante aprono un dibattito pubblico sul tema, portando il Parlamento nel 2004 a istituire la “Giornata del Ricordo” delle vittime delle foibe e dell’esodo. La tragedia che ha colpito gli italiani della Venezia Giulia, dell’Istria e della Dalmazia alla fine della Seconda guerra mondiale è stata a lungo ignorata.

Il silenzio, a cui ha contribuito anche il Pci di Togliatti, è legato alla ricostruzione della memoria nazionale. L’Italia uscì dalla Seconda guerra mondiale come un Paese sconfitto, ma si sforzò di rappresentarsi come vincitrice, utilizzando l’esperienza della Resistenza partigiana come modo per cancellare il passato e le responsabilità del periodo 1922-43. Questa revisione giova alla classe dirigente antifascista, ma evita di affrontare il passato in modo critico. Diversi temi, come i prigionieri di guerra, i criminali di guerra italiani e la politica di occupazione del 1940-43, sono stati argomenti tabù nella storia nazionale.

Le foibe e l’esodo, in particolare, sono stati argomenti ignorati dalla coscienza collettiva italiana per decenni, ma ritornano in primo piano con il libro di Sgorlon e l’istituzione del Giorno del Ricordo. Il Giorno del Ricordo è stato istituito nel 2004 per commemorare gli italiani vittime delle forze comuniste jugoslave. La data scelta è il 10 febbraio, giorno in cui nel 1947 venne firmato il trattato di pace che assegnò alla Jugoslavia l’Istria e la Dalmazia, portando all’esodo di gran parte della popolazione italiana di quelle terre.

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